ANTONIO BOSSI nel 1550 diede origine in Mendrisio (Canton Ticino) alla costruzione degli organi. GABRIELE BOSSI nel 1635 trasferì la fabbrica a Bergamo, donde oltre due secoli dopo e precisamente nel 1850 FELICE BOSSI la portò a Torino, ove in collaborazione con il figlio Giacomo, costruì i maggiori organi della Capitale e di gran parte delle cattedrali del Piemonte.

Nel 1824 CARLO VITTINO, organista alla Cattedrale di Cuneo, fondava a Centallo una fabbrica di organi da chiesa. Artista nell'anima e coadiuvato fin dagli inizi da cooperatori intelligenti e volenterosi, seppe in breve tempo portare le sue opere all'avanguardia, specialmente per finezza e precisione nella meccanica e nell'intonazione del classico ripieno italiano. Moltissimi suoi strumenti testimoniano ancora oggi la sua valentia con il loro perfetto funzionamento.Collaborarono appassionatamente i tre figli: Annetta ( 1816-1886 ), Vittorio ( 1817-1885 ), Francesco ( 1848-1923 ).

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Le due fabbriche VEGEZZI BOSSI e VITTINO, operanti entrambi nella stessa regione, nello stesso tempo, fautrici di strumenti di inestimabile valore artistico, erano destinate ad incontrarsi e fu appunto ANNETTA VITTINO che, sposando nel 1865 il già vedovo GIACOMO VEGEZZI BOSSI (padre di Carlo I), formò il grande anello di congiunzione fra le due case. A Torino Annetta assunse la direzione tecnica della fabbrica, mentre al marito era riservato il compito delicatissimo dell'intonazione ed accordatura degli organi che venivano installati in ogni parte d'Italia. Iniziò così un periodo di collaborazione fra le due case, sia per la parentela che per la stima reciproca, con scambio vicendevole di materiali e maestranze. Collaborazione che portò alla premiazione di entrambe con la massima onorificenza, Medaglia d'oro senza distinzione di grado, alla Esposizione Generale Italiana in Torino nel 1884. I risultati di tale collaborazione furono presto evidenti; si ebbero un forte sviluppo nella produzione e grandi miglioramenti tecnici che portarono gli organi VEGEZZI BOSSI e VITTINO ad essere i preferiti dai grandi Maestri organisti dell'epoca. Deceduto nel 1883 Giacomo Vegezzi Bossi, la fabbrica di Torino continuò sotto il nome "ANNETTA VITTINO Ved. VEGEZZI BOSSI e CARLO VEGEZZI BOSSI" fino al 1886, anno in cui anche Annetta mancò ai vivi. FRANCESCO figlio di 2° letto di Giacomo, bisnonno degli attuali continuatori, si trasferì a Centallo presso gli zii materni ove esercitandosi indefessamente nell'arte sua, vi rimase fino al 1893. Ritornato a Torino dal fratello Carlo I , per lo spazio di 15 anni dedicò interamente la sua originale attività agli strumenti che in quel periodo venivano inviati in tutta l'Italia e all'estero. Furono gli anni in cui si promosse ed iniziò la riforma organaria, anni intensi di studio e lavori speciali che hanno favorito il passaggio graduale dall'antica alla moderna arte organaria mediante grandi miglioramenti tecnici. FRANCESCO VEGEZZI BOSSI artefice coscienzioso, organaro di pura razza, (come ebbe a definirlo il Comm. Sizia, membro della Sov.za dei Mon.ti del Piemonte) si dedicò soprattutto allo studio ed alla fabbricazione delle canne, specializzandosi tanto da arrivare alla perfezione. Nel 1908,quale rilevatario della fabbrica dello zio materno Franceso Vittino, si stabilì definitivamente a Centallo, continuando la sua opera di grande artista e coadiuvato più tardi dal figlio CARLO II costruì grandiose opere dal Nord-Europa alla punta meridionale dell'America del Sud. Trascorso il periodo bellico, triste oltretutto per la scomparsa del Cav. FRANCESCO nel 1943, la ripresa è stata particolarmente difficoltosa, ma con tenacia, grandi sacrifici e continui studi di aggiornamento, CARLO II VEGEZZI BOSSI continuò l'opera paterna, compiendo ulteriori progressi tecnici nella costruzione ed espandendo i suoi lavori in tutto il territorio nazionale ed estero. Il figlio di Carlo, FRANCESCO II VEGEZZI BOSSI, si dimostrò un degno continuatore della tradizione dei Vegezzi Bossi e dei Vittino per i suoi continui studi sulla trasmissione degli strumenti anche in relazione all'applicazione dell'elettronica, ottenendo i primi significativi risultati sin dai primi anni ottanta. Tuttavia egli non potè portarli a termine a causa della sua improvvisa morte, avvenuta nel 1984. A continuare la tradizione delle famiglie e l'eredità di lavoro lasciategli da suo padre, è ora ENRICO VEGEZZI BOSSI, che in società con BARTOLOMEO BRONDINO, già collaboratore della ditta dal 1980 quale intonatore ed accordatore, opera alla gestione ed allo sviluppo tecnologico dell'azienda. Entrambi hanno intrapreso l'attività in giovane età, alternando gli studi scolastici con il lavoro in bottega; gli oltre novanta restauri storici portati a termine e gli oltre trenta nuovi strumenti (organi a canne) costruiti dal 1984 ad oggi sono la testimonianza dell'attività odierna nel proseguimento della tradizione secolare.

 

BRONDINO VEGEZZI-BOSSI s.n.c
Via Marconi, 48 - 12044 CENTALLO (CUNEO)
Tel. +39 0171 21.41.76 - Fax +39 0171 21.48.78

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