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Fax: +39(0)171214878

Per informazioni scrivete a:
info@vegezzi-bossi.com

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CENNI STORICI

Dalle origini alle attività dei nostri giorni


ANTONIO BOSSI nel 1550 diede origine in Mendrisio (Canton Ticino) alla costruzione degli organi. GABRIELE BOSSI nel 1635 trasferì la fabbrica a Bergamo, donde oltre due secoli dopo e precisamente nel 1850 FELICE BOSSI la portò a Torino, ove in collaborazione con il figlio Giacomo, costruì i maggiori organi della Capitale e di gran parte delle cattedrali del Piemonte.

Nel 1824 CARLO VITTINO, organista alla Cattedrale di Cuneo, fondava a Centallo una fabbrica di organi da chiesa. Artista nell'anima e coadiuvato fin dagli inizi da cooperatori intelligenti e volenterosi, seppe in breve tempo portare le sue opere all'avanguardia, specialmente per finezza e precisione nella meccanica e nell'intonazione del classico ripieno italiano. Moltissimi suoi strumenti testimoniano ancora oggi la sua valentia con il loro perfetto funzionamento.


Collaborarono appassionatamente i tre figli: Annetta ( 1816-1886 ), Vittorio ( 1817-1885 ), Francesco ( 1848-1923 ).
VITTORIO
, oltre che organaro provetto, era valente musicista. FRANCESCO, lavoratore intelligente e studioso, lasciò una profonda traccia del suo operato in molti organi costruiti nell'alto Piemonte. ANNETTA si appassionò talmente all'arte del padre da lasciare le occupazioni abituali della donna, per dedicarsi completamente all'organaria con bravura più unica che rara.

Le due fabbriche VEGEZZI BOSSI e VITTINO, operanti entrambi nella stessa regione, nello stesso tempo, fautrici di strumenti di inestimabile valore artistico, erano destinate ad incontrarsi e fu appunto ANNETTA VITTINO che, sposando nel 1865 il già vedovo GIACOMO VEGEZZI BOSSI, formò il grande anello di congiunzione fra le due case.


Vittorio Vittino
(1841 - 1886)


Annetta Vittino
(1834-1886)


A Torino Annetta assunse la direzione tecnica della fabbrica, mentre al marito era riservato il compito delicatissimo dell'intonazione ed accordatura degli organi che venivano installati in ogni parte d'Italia. Iniziò così un periodo di collaborazione fra le due case, sia per la parentela che per la stima reciproca, con scambio vicendevole di materiali e maestranze. Collaborazione che portò alla premiazione di entrambe con la massima onorificenza, Medaglia d'oro senza distinzione di grado, alla Esposizione Generale Italiana in Torino nel 1884. I risultati di tale collaborazione furono presto evidenti; si ebbero un forte sviluppo nella produzione e grandi miglioramenti tecnici che portarono gli organi VEGEZZI BOSSI e VITTINO ad essere i preferiti dai grandi Maestri organisti dell'epoca. Deceduto nel 1883 Giacomo Vegezzi Bossi, la fabbrica di Torino continuò sotto il nome "ANNETTA VITTINO Ved. VEGEZZI BOSSI e CARLO VEGEZZI BOSSI" fino al 1886, anno in cui anche Annetta mancò ai vivi.

FRANCESCO figlio di 2° letto di Giacomo, Bisnonno degli attuali continuatori, si trasferì a Centallo presso gli zii materni ove esercitandosi indefessamente nell'arte sua, vi rimase fino al 1893. Ritornato a Torino, per lo spazio di 15 anni dedicò interamente la sua originale attività agli strumenti che in quel periodo venivano inviati in tutta l'Italia e all'estero. Furono gli anni in cui si promosse ed iniziò la riforma organaria, anni intensi di studio e lavori speciali che hanno favorito il passaggio graduale dall'antica alla moderna arte organaria mediante grandi miglioramenti tecnici.
FRANCESCO VEGEZZI BOSSI artefice coscienzioso, organaro di pura razza, (come ebbe a definirlo il Comm. Sizia, membro della Sov.za dei Mon.ti del Piemonte) si dedicò soprattutto allo studio ed alla fabbricazione delle canne, specializzandosi tanto da arrivare alla perfezione.


Francesco I Vegezzi Bossi


Quale rilevatario della fabbrica degli zii Vittino, Francesco Vegezzi Bossi si stabilì definitivamente a Centallo nel 1908, continuando la sua opera di grande artista e coadiuvato più tardi dal figlio CARLO costruì grandiose opere dal Nord-Europa alla punta meridionale dell'America del Sud; strumenti che ancora oggi sono in ottime condizioni. Trascorso il periodo bellico, triste oltretutto per la scomparsa del Cav. FRANCESCO, la ripresa è stata particolarmente difficoltosa, ma con tenacia, grandi sacrifici e continui studi di aggiornamento, CARLO VEGEZZI BOSSI continuò l'opera paterna, compiendo ulteriori progressi tecnici nella costruzione ed espandendo i suoi lavori in tutto il territorio nazionale ed estero.


Carlo Vegezzi Bossi

 


Il figlio di Carlo, il geom. FRANCESCO VEGEZZI BOSSI, si dimostrò un degno continuatore della tradizione dei Vegezzi Bossi Vittino per i suoi continui studi sulla trasmissione, sia meccanica che elettronica, e sulla fonica. Tuttavia egli non potè portarli a termine a causa della sua improvvisa morte, avvenuta nel 1984.

A continuare la tradizione delle famiglie e l'eredità di lavoro, lasciategli da suo padre, vi è ora il figlio, ENRICO VEGEZZI BOSSI, che in collaborazione con BARTOLOMEO BRONDINO, già collaboratore della ditta dal 1980, ottimo intonatore ed accordatore, opera alla gestione ed allo sviluppo tecnologico dell'azienda. Entrambi hanno intrapreso l'attività in giovane età, alternando gli studi scolastici con il lavoro in bottega; i numerosi ed importanti restauri portati a termine e gli oltre 20 nuovi strumenti costruiti dal 1984 ad oggi sono la testimonianza dell'effettivo proseguimento della tradizione.

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